Un corso breve per un lungo apprendere

Sul finire dell’estate del 2020, insieme ad alcune colleghe, abbiamo pensato di organizzare un corso breve online per introdurre quel particolare sguardo, che chiamiamo psicoanalitico e che si sofferma sugli aspetti inconsci del comportamento umano, anche in quelle professioni non strettamente ‘psi’. Abbiamo pensato agli operatori che lavorano nell’ambito dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia, come assistenti sociali, operatori sanitari di strutture pediatriche e consultoriali, pedagogisti, educatori, insegnanti, terapisti della riabilitazione, neuropsichiatri, pediatri, psicologi, ginecologi, ostetrici, avvocati.
 
Lo abbiamo intitolato “Guardare: Lo sguardo psicoanalitico come strumento per ampliare la capacità di comprensione nel proprio lavoro”.
 
L’intento era quello di ampliare lo sguardo della comprensione: guardare sempre più attivamente, con curiosità e meraviglia, con l’idea di fondo che è dall’osservazione piena di domanda che si origina la conoscenza.
 
Il Corso si è svolto in un gruppo seminariale di 10 persone, suddiviso in due sottogruppi, con modalità online e con una cadenza circa mensile per la durata di tre mesi.
La situazione pandemica, che ci obbligava alla distanza e alla formazione da remoto, ci ha dato la spinta ad osare.
Ma subito la contraddizione si è fatta spazio nei nostri pensieri:
un corso breve per quello che sappiamo essere un lungo percorso di apprendimento
un corso online per qualcosa centrato sulla relazione profonda
uno sguardo mediato da uno schermo
un gruppo che lavora distante e a distanza …
Come conciliare tutte queste contraddizioni e opposti?
 
C’era però l’occasione di accorciare le distanze, e rapide sono arrivate le iscrizioni da più parti dell’Italia, oltre che dalla Lombardia, dalla Campagna e dall’Emilia Romagna. Si è rapidamente formato un gruppo eterogeneo di 10 persone, dove sono rappresentate diverse professioni: assistente sociale, psicologo, avvocato, neuropsicomotricista, educatrice e coordinatrice didattica.
Omogeneo solo nel genere, tutte donne.
 
Fedeli all’apprendere dall’esperienza di bioniana memoria, anche questi brevi incontri hanno visto un coinvolgimento attivo e vivace delle partecipanti.
 
Ogni partecipante ha presentato una situazione del proprio lavoro a carattere non clinico con bambini, adolescenti o famiglie. Questo materiale è stato discusso e supervisionato nel seminario di Discussione della Situazione di Lavoro (Work Discussion). La partecipare alla presentazione di ciascuno è diventato momento formativo per l’intero gruppo.
 
Anche le lezioni di Teoria Psicoanalitica e sua Applicazione, che hanno avuto per argomento di studio alcuni dei concetti chiave della psicoanalisi, si sono soffermate in particolare sull’applicazione di un quadro psicoanalitico alla vita lavorativa delle diverse professionalità coinvolte nel gruppo seminariale.
 
In conclusione del percorso è stata introdotta l’Osservazione, nel suo significato più ampio: l’osservare, lo sguardo psicoanalitico, l’Infant Observation e le sue declinazioni e applicazioni, dalla più nota osservazione del bambino 2-5 anni (YCO) sino all’Osservazione Istituzionale.
 
La risposta al quesito iniziale - come conciliare un corso breve per un lungo apprendere - la troviamo nelle parole di alcune delle partecipanti al corso. 
 
Parole e pensieri che generosamente hanno voluto condividere con tutti voi. E per questo le ringrazio.
 
Patrizia Gatti

 

Resoconto Corso AIPPI “Guardare: lo sguardo psicoanalitico per ampliare la capacità di comprensione nel proprio lavoro”
 
La decisione di partecipare al corso è nata dal desiderio e dalla necessità di continuare ad approfondire alcuni aspetti fondamentali del mio lavoro. 
 
La difficoltà della distanza, la diversità delle professioni delle partecipanti e la preoccupazione di non farcela per i troppi impegni lavorativi dopo un primo smarrimento non hanno impedito, per fortuna, la mia partecipazione. Mi sono fidata di chi mi ha proposto il corso e ne ho ricevuto solo un guadagno.
 
La parola osservazione racchiude già nella sua etimologia la sua straordinarietà, la capacità cioè di serbare, custodire e considerare ma, comprendo molto bene, che solo una fedeltà al metodo può permettere il cambiamento del mio sguardo sul reale. Stare di fronte alla realtà a mani nude è l’unica possibilità che ho per lasciarmi realmente interrogare e vedere quello che ”non si è ancora svelato”. Questa cosa è talmente vera quanto impossibile da realizzare da sola. Il corso on-line è stato un’importante occasione per approfondire contenuti teorici di fondamentali autori e di comprendere di più la portata di uno sguardo attento e paziente anche attraverso l’esperienza, così carica di significato, di importanti pittori.
 
Le due work discussion sono state un lavoro molto prezioso perché mi hanno permesso di scoprire quanto, pur nelle differenti professionalità di ciascuna, gli elementi in comune possano essere tanti e quanto è fondamentale stare in un ambito che solleciti la mente. Ho sperimentato ancora una volta che lo sguardo, l’interesse e le domande dell’altro sono di grande valore e possono realmente scaldare il cuore e aprire nuovi orizzonti. La disponibilità delle colleghe a mettersi in gioco è stata davvero straordinaria permettendomi di poter fare anche un'esperienza di vicinanza pur nella lontananza.
 
Un ringraziamento particolare va alla dott Gatti, Alliora e Zoni per avere creato un clima molto libero e non giudicante e avermi permesso attraverso questo corso di fare l’esperienza che l'osservazione è realmente un atto di cura e nutrimento.
 
Mirella Costa, coordinatrice didattica
 
 
Resoconto sul corso breve online 2020
 
La scelta di partecipare al corso breve online, è nata per me, in “voce” di un gruppo, da una necessità personale di approfondire alcuni aspetti fondamentali nel mio lavoro di NPEE, tra cui quella di saper osservare, che purtroppo nella nostra formazione viene sempre più spesso presa poco in considerazione, e/o che addirittura si può pensare, erroneamente, di aver già acquisito, se basata su un’osservazione che definirei del “saper fare”, riferendomi alle tante check-list di differenti scale quantistiche che si soffermano solo ed esclusivamente alla prestazione. Non guardando “oltre” quella che è invece la mente del bambino.
 
Partendo da questa premessa individuale, inserita successivamente in una dimensione gruppale, con differenti professionisti, nel corso breve online, ci siamo resi conto che essendo alla base del nostro lavoro l’ascolto dell’altro in una condizione di necessità, e/o di domanda, va da sé che pensare ad un aspetto prettamente prestazionale del nostro intervento risultava essere alquanto riduttivo.L’ascolto non può avvenire se non attraverso specifiche competenze, che non essendo innate, vanno acquisite con una personale e sempre in divenire formazione.
 
Diceva Hannah Arendt in vita activa :
”....quello che io propongo, è molto semplice, niente di più che pensare a ciò che facciamo”, ed aggiungerei, guardare come fanno i bambini, con curiosità, chiedendosi sempre il perché delle cose.L’esperienza col corso breve online ha rinnovato nonché fatto ritrovare questi aspetti della nostra formazione e delle nostre differenti professioni che, in questo periodo, purtroppo si erano interrotti.
Paradossalmente questa pandemia ha reso l’altro, “l’untore”, quello di cui diffidare, mantenere distante da sé….. Come rendere quest’ascolto attivo e sempre vivo nella mente con questi presupposti pandemici? Per assurdo la parola pandemia rimanda alla parola popolo, che è del popolo, dal greco di tutto il popolo; e la parola popolo, ad un insieme di persone: un gruppo per l’appunto.Gruppo che è stato indispensabile, e che ci ha permesso di scoprire quanto, pur nelle differenti professionalità, gli elementi in comune fossero tanti, facendoci recuperare anche quella dimensione emotivo-affettiva e di vicinanza, nella lontananza fisica, che la pandemia ci ha tolto e continua a toglierci.Passando da un campo bi-personale ad uno gruppale, pensando insieme, con pensieri nuovi e rinnovati (quelli del gruppo), su differenti aspetti delle situazioni da noi portate, ci hanno permesso di smuovere situazioni terapeutiche e/o lavorative statiche, non comprese, e/o confuse in noi, partendo da un’altra prospettiva, quella dell’altro, per andare incontro all’altro.Il corso breve online ci ha fatto conoscere ed apprezzare una metodologia formativa che mette insieme sia elementi teorici, (rendendo in un linguaggio semplice ed accessibile alcuni concetti basilari dello sviluppo infantile di autori quali: Bion, Winnicott, Klein, Freud, et altri), che pratici attraverso i “protocolli” presentati al gruppo, intervenendo sulle nostre personali difficoltà a “comprendere” tante differenti situazioni lavorative quotidiane, unite però da un’unica personale esigenza che è stato il vero “motore del gruppo” arrivare a capire le esigenze dell’altro, il suo differente punto di vista, rispettandolo.
 
Marta Noschese, neuropsicomotricista
 
 

Breve riflessione

Non nascondo che ho deciso di partecipare perché vi partecipavano altre colleghe con cui condivido un percorso che ha punti in comune con questo corso. L’idea di affrontare temi così profondi e intimi su una piattaforma mi rendeva abbastanza scettica. Pensavo che non sarebbe stato possibile entrare in intimità con persone sconosciute rese in qualche modo “più fredde” dall’essere in un video a moltissimi km di distanza da me. 

Mi sono dovuta ricredere fin dalla prima lezione. Attraverso le bellissime immagini delle slide della dott.ssa Alliora e le sue poche e delicate parole, sono stata introdotta ad un percorso, non ben definito, che poteva essere un percorso di condivisione con altre donne disponibili, come me, a mettersi in gioco con curiosità.

Le lezioni teoriche non sono state caratterizzate da teorie da imparare a memoria, quanto da pensieri e riflessioni di grandi autori, in particolare Margot Waddel, che ci hanno proposto una strada esterna ed una strada dentro noi stesse che non si termina mai di percorrere.

Le due esperienze di work discussion sono state caratterizzate dalla sincera disponibilità di ognuna di noi a mettersi in gioco, ad esprimere il proprio pensiero col desiderio di andare più a fondo a quello che veniva esposto a turno, senza giudizio.  Di questo sarò loro sempre molto grata. In questo lavoro è stata fondamentale la guida della dott.ssa Zoni, senza la quale ci saremmo incagliate più di una volta.

Un ultimo ringraziamento va alla dott.ssa Gatti che nell’introdurci al corso ci ha aperto la porta indicandoci il cammino da intraprendere e nel concluderlo ce l’ha ulteriormente spalancata!

Simona Sarti, assistente sociale

13/01/2021

Centro Clinico AIPPI di Milano

Piazza Sant'Agostino 24 20123 Milano

I Centri Clinici AIPPI offrono, a costi contenuti, consultazioni e percorsi psicoterapeutici ad indirizzo psicoanalitico per bambini in età pre-scolare, scolare, adolescenti con lievi o gravi difficoltà nella sfera emotiva e relazionale e per genitori che si trovano ad affrontare problematiche di coppia e/o legate al rapporto con i figli.

I Centri Clinici offrono consulenze a professionisti impegnati nel lavoro con i bambini ed adolescenti e nelle professioni di aiuto. Contatta il Centro clinico per saperne di più e per fissare il primo colloquio.

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